Archivio mensile:novembre 2014

Furti di serpenti velenosi

stretta-mortaleStretta mortale è il titolo dell’edizione italiana (Milano : A. Mondadori, 1980) di un romanzo di Michael Maryk e Brent Monahan. Il titolo originale è Death bite (1979), ovvero “morso” (e non “stretta”) mortale e, in effetti, il serpente che è al centro della storia, un enorme taipan catturato su un’isoletta e portato negli Stati Uniti, uccide le malcapitate vittime iniettando con il morso il suo potentissimo veleno e non soffocandole nelle sue spire. Dal libro è stato anche tratto un film, Spasms (regia di Piers Haggard e Tobe Hooper, Canada, 1983) (in fondo all’articolo c’è un breve riassunto e confronto di libro e film).

Le indicazioni tassonomiche date nel libro sono contraddittorie. Da una parte si parla di “una nuova specie di taipan” (p.78) e Miller, l’uomo che ha commissionato la cattura del serpente, dice a Wrightson, il ricercatore ingaggiato per aiutarlo: “Se non altro, introdurrete questa specie nel mondo scientifico” (p.76). Dall’altra, invece, il rettile viene ricondotto a una specie (e sottospecie) conosciuta. Lo stesso Miller infatti dice che il serpente in questione “non è il taipan australiano, l’Oxyuranus scutellatus, […]. Si tratta di una sottospecie della Papuasia, la scutellatus canni, ma molto più grande e terribile” (p.76). Il testo rischia di creare un po’ di confusione. Evidentemente dove è scritto Oxyuranus scutellatus dovrebbe invece esserci Oxyuranus scutellatus scutellatus (con aggettivo ripetuto), ovvero la sottospecie diffusa in Australia della specie Oxyuranus scutellatus. L’unica interpretazione che appare possibile del brano è che il serpente sia un taipan della specie Oxyuranus scutellatus, ma non della sottospecie presente in Australia, Oxyuranus scutellatus scutellatus, bensì di quella della Nuova Guinea, Oxyuranus scutellatus canni, e che appartenga a una popolazione che si distingue per dimensioni e aggressività molto maggiori. In effetti, il serpente del romanzo è lungo circa sei metri (p.24), una misura che è il doppio della lunghezza massima attribuita alla specie, e va a caccia di persone da mordere senza un motivo: non se ne ciba e l’attacco sembra essere solo uno spreco di energie e veleno.

L’Oxyuranus scutellatus è ai primissimi posti nella graduatoria dei serpenti più velenosi del mondo. La LD50 (dose letale sul 50% degli animali su cui è testato, in questo caso topi) del suo veleno è di 0,099 mg per kg di peso (un morso inietta circa 120 mg di veleno). Il primo posto è di solito attribuito a un altro taipan, l’Oxyuranus microlepidotus, il cui veleno ha una LD50 di 0,25 mg per kg di peso (un morso inietta 44 mg di veleno) (*).

(*) I dati sul veleno sono tratti dalle Clinical toxological resources dell’Università di Adelaide, in Australia:
scheda su O. scutellatus scutellatus: http://www.toxinology.com/fusebox.cfm?fuseaction=main.snakes.display&id=SN0518
scheda su O. scutellatus canni: http://www.toxinology.com/fusebox.cfm?fuseaction=main.snakes.display&id=SN0519
scheda su O. microlepidotus: http://www.toxinology.com/fusebox.cfm?fuseaction=main.snakes.display&id=SN0520

Quando il serpente arriva negli Stati Uniti, un losco personaggio cerca di rubarlo, ma i suoi scagnozzi non riescono nell’impresa e il risultato è che il serpente fugge.

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Taipan delle coste (Oxyuranus scutellatus). Mia foto.

Furti di serpenti nel 1925

“I più alti voli dell’immaginazione di un Rider Haggard o di un Conan Doyle potrebbero a fatica concepire la possibilità di un uomo che rubi serpenti velenosi vivi per guadagnarsi da vivere”, scriveva nel 1925 Frederick William FitzSimons, erpetologo, direttore del museo di Port Elizabeth, in Sudafrica, riferendo in un articolo (*) quanto era successo al parco dei serpenti del suo istituto. Lo Snake Park del museo di Port Elizabeth, tuttora attivo, era uno dei primi al mondo quando fu fondato nel 1919 (**).

(*) F. W. FitzSimons, The snake-stealer: a unique and perilous occupation, “The illustrated London news”, 7 marzo 1925, p.384.
(**) Il sito del museo dà come data di fondazione il 1919. La voce su F. W. FitzSimons nella Wikipedia in lingua inglese, che cita come fonte il quarto volume di una Standard Encyclopaedia of Southern Africa, dà come data il 1918 e dice che era il secondo al mondo. Il primo è quello dell’Instituto Butantan, in Brasile, anch’esso tuttora attivo.

FitzSimons raccontò che si era accorto che qualcosa non andava e si fece una verifica: il numero dei serpenti presenti nel parco, accuratamente contati, era inferiore a quello che si sarebbe dovuto trovare in base agli acquisti annotati nei registri, dedotti gli esemplari morti. Inizialmente si era sospettato di Johannes, il popolare guardiano del parco di etnia basotho, data la sua dimestichezza con i serpenti. Gli sviluppi della vicenda mostrarono però che Johannes non aveva nulla a che fare con la mancanza dei serpenti.

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Johannes, il guardiano dello Snake Park del museo di Port Elizabeth (foto da “The illustrated London news”, 7 marzo 1925, p.384).

Secondo il suo resoconto, FitzSimons cominciò a sospettare di un tale Halse, un ragazzo europeo di una ventina di anni che era tra coloro che rifornivano di serpenti il museo, avendo notato che alcuni serpenti da lui portati, invece di agitarsi e cercare una via di fuga, erano tranquilli e sembravano trovare familiare il luogo. Il direttore del museo fece fare dei turni di guardia per sorprendere il ladro, ma senza esito. Aveva però escogitato anche un trucco per incastrarlo. Con una forbicina aveva tolto una scaglia dall’addome di cento dei serpenti del parco. Quando Halse portò una nuova consegna, FitzSimons trovò la conferma che cercava: cinque dei dodici serpenti che il ragazzo voleva vendere al museo avevano il segno di riconoscimento. Halse, insomma, rubava serpenti al museo e poi li rivendeva al museo stesso. FitzSimons notava che il ladro aveva corso un serio pericolo entrando di notte nel parco dei serpenti: anche se i suoi furti si indirizzavano verso i boomslang (Dispholidus typus), un serpente molto velenoso, ma non aggressivo, avrebbe potuto per errore afferrare un cobra sudafricano (Naja nivea) oppure calpestare inavvertitamente una vipera soffiante (Bitis arietans) e prendersi un morso letale.

Il ladro di serpenti finì sotto processo e il direttore del museo andò a testimoniare contro di lui, accompagnato da Johannes che portava il corpo del reato. FitzSimons racconta con tono compiaciuto che, quando il guardiano aveva aperto la borsa che conteneva i rettili, un avvocato raccolto le sue carte e si era allontanato. Johannes aveva poi passato un boomslang a FitzSimons in modo che questi potesse mostrare al giudice il segno di riconoscimento, ma, riferiva il direttore, il giudice “per qualche motivo non sembrava intenzionato a fare un esame troppo minuzioso del boomslang”.

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Vipera soffiante (Bitis arietans). Mia foto.

La trama del libro Stretta mortale

Scott Miller ha costruito un “serpentario” (ovvero uno zoo che ospita solo serpenti) nel quale saranno mostrate al pubblico un gran numero di specie di serpenti velenosi. Il suo obiettivo è comunque procurarsi il taipan gigante che vive sull’isola deserta di Naraka-pintu, situata “tra Papua e l’Australia” (p.76). Anni prima, aveva tentato di catturarlo insieme ad un amico. L’impresa non era riuscita e, anzi, l’amico era stato morso dall’enorme serpente, lungo “almeno cinque metri e settanta” (p.14), ed era morto. Miller era rientrato negli Stati Uniti portando con sé Ioka la figlia dell’amico, che era diventata sua assistente. Finalmente Miller riceve una telefonata che lo avvisa che hanno catturato un taipan di Naraka-pintu lungo circa sei metri. Per andare a prenderlo, Miller, impegnato con il serpentario (in realtà la motivazione è un po’ forzata nella trama del libro), coinvolge Marcus (Marc) Wrightson, uno studioso che fa ricerca sull’uso dei veleni in medicina. Il telefono di Miller, però, è controllato da un ex agente che lavora per Fritz Thanner, un trafficante di animali che vuole vendicarsi di Miller la cui concorrenza ha fatto declinare i suoi affari e intende rubare il taipan. Gli incaricati del furto, però, non sono in grado di portarlo a compimento e il serpente fugge provocando qualche morte (ma neppure tante). Miller, Wrightson e Joka si mettono sulle sue tracce e il serpente infine viene ucciso.

Il film Spasms

Come si diceva all’inizio di questo articolo, il film (Spasms, regia di Piers Haggard e Tobe Hooper, Canada, 1983) si prende la libertà di cambiare i nomi e le caratteristiche dei personaggi principali, anche se la successione degli eventi, pur inserita in una cornice diversa, segue piuttosto fedelmente quella del libro. Il riccone che vuole catturare il taipan gigante nel film si chiama Jason Kincaid. L’uomo che era con lui nella caccia al taipan gigante e che è morto a causa del morso del serpente era suo fratello. Il personaggio corrispondente a Ioka nel film è quindi la nipote del cacciatore sopravvissuto, di nome Susanne. Diversa è anche la collocazione geografica dell’isola del serpente: nel film (o, almeno, nell’edizione italiana) Jason dice che è un’isola della Micronesia. Nella caccia al serpente anche Jason è stato morso, ma è rimasto in vita e, come conseguenza del veleno iniettato, ha acquisito una strana facoltà telepatica con il serpente e talora gli appare in visione ciò che il serpente sta vedendo (sic!). Siccome la vicenda è per lui un po’ inquietante, commissiona la cattura del serpente e chiede a Tom Brazilian, uno psicologo che si occupa di percezioni extrasensoriali, di studiare il caso. Anche nel film c’è chi vuole rubare il taipan gigante, un tale Thomas Tanner (il cui cognome ricorda quello del corrispondente personaggio del libro), che è il capo di una setta di adoratori di serpenti. Come nel libro, i suoi scagnozzi, nel tentativo non riuscito di impadronirsi del rettile, lo lasciano fuggire e, dopo qualche morto, il terribile serpente verrà ucciso.

Libri per adolescenti: un incontro con Caterina Ramonda

ramonda-comeIl 6 novembre ho partecipato a un incontro di formazione a Olgiate Comasco organizzato dal Sistema bibliotecario dell’Ovest Como e tenuto da Caterina Ramonda, responsabile delle attività delle biblioteche dell’Unione del Fossanese (Cuneo). Una delle prime frasi pronunciate dalla relatrice è: “Io non credo agli eventi se gli eventi non hanno una base quotidiana”. Un ottimo inizio. Più avanti ha fatto riferimento alla necessità di “una competenza quotidiana” nel trattare i libri. La lettura di libri per adolescenti richiede del tempo ed è ovvio che non si può leggere tutto. Sono quindi importanti gli scambi di informazioni e opinioni tra colleghi, anche attraverso risorse online sui libri per ragazzi come quelle elencate dalla relatrice:

Le letture di Biblioragazzi: http://biblioragazziletture.wordpress.com/
Lettura candita: http://letturacandita.blogspot.it/
For kids: http://www.forkids.it/
Centostorie: http://www.centostorie.it/blog/
Andersen: http://www.andersen.it/
Liber: http://www.liberweb.it/
Topipittori: http://topipittori.blogspot.it/
Zazie news: http://zazienews.blogspot.it/
Mamamò: http://www.mamamo.it/

Le biblioteche, ha sottolineato Ramonda, danno la possibilità di leggere libri non più in commercio e fuori dal giro del passaparola tra ragazzi, appartenenti magari a collane storiche di alta qualità (come esempi ha citato Frontiere, Ex Libris, Junior Gaia e Super, I corti). La relatrice ha fatto l’esempio dei libri di Gary Paulsen: sono numerosi i titoli che potrebbero essere valide letture per i ragazzi (in particolare ha citato I cani della mia vita, con otto storie di cani), ma ora in commercio in italiano si trova solo Nelle terre selvagge (già pubblicato anni fa con il titolo Al limite estremo). Collegandosi a quelli oggi in voga, si possono far conoscere testi di qualche anno fa, ma ancora meritevoli di lettura, per esempio il successo della serie di Stephenie Meier cominciata con Twilight può essere l’occasione per proporre Il bacio d’argento di Annette Curtis Klause.

mcgarryLa copertina ha un ruolo notevole nella scelta del libro. Ramonda ha ricordato il caso di Sei passi per conquistare una ragazza di Sophie McKenzie, a suo parere un esempio di storia valida, penalizzata però dalla scelta di mettere in copertina un grosso cuore rosso, dato che i giovani lettori maschi, che pure avrebbero potuto apprezzare il testo, si sarebbero vergognati di portare alla cassa della libreria (o al bancone della biblioteca) un libro con una copertina “da femmine”.Le copertine, ha detto Ramonda, possono anche trarre in inganno. Copertine “svenevoli”, studiate per attirare le ragazzine (ma che, come nel caso precedente, potrebbero forse respingere i maschi), potrebbero far pensare a libri con poco spessore, ma a volte si tratta invece di narrazioni di buona qualità e ben tradotte, come per Oltre i limiti di Katie McGarry. Altro esempio citato è quello di Un altro giorno imperfetto in paradiso di Natasha Farrant, libro promosso dalla relatrice nonostante la copertina giudicata “terribile”.

LIbri non troppo voluminosi sono utili per non scoraggiare i lettori meno forti. Collane come I corti e Shorts hanno proposto titoli per adolescenti da una settantina di pagine. A questo proposito, si può segnalare la collana Gli arcobaleni dell’editore Camelozampa. Un titolo di questa collana è Granpa’, di Christophe Léon, che in un’ottantina di pagine racconta quattro ore notturne in cui un ragazzo accompagna il nonno in un’azione di sabotaggio contro una compagnia petrolifera.

I libri per gli adolescenti possono affrontare tematiche impegnative e delicate, come quella della droga in Storia d’amore e di perdizione di Melvin Burgess. La relatrice, facendo anche riferimento al libro di Annie Rolland Qui a peur de la littérature ado, ha toccato il tema delle “censure” che possono riguardare i libri per adolescenti: può trattarsi di una autocensura dell’autore, oppure di censure dell’editore del testo originale o di una traduzione. Anche bibliotecari e insegnanti possono preferire evitare testi con temi scottanti. Anche i libri per bambini possono suscitare polemiche, come nel caso di Il piccolo uovo, di Francesca Pardi e Altan, pubblicato dalla casa editrice Lo stampatello, destinato all’età prescolare, nel quale il piccolo uovo del titolo incontra diversi tipi di famiglia, anche con genitori dello stesso sesso.

Citando Alain Serres, la relatrice ha affermato il diritto alla verità per i giovani lettori che, a qualunque età, devono essere considerati come interlocutori validi. I ragazzi hanno il diritto di diventare lettori e il diritto di dissentire, ha aggiunto, indicando come utile letture a proposito il libro di María Teresa Andruetto Per una letteratura senza aggettivi.

Cosa fare in biblioteca? Ramonda ha elencato cinque punti: ascoltare, rispondere, interpretare, essere alla pari sorridere. Ha quindi presentato una “galleria di attività”:

La biblioteca si presenta.

pullmanBibliografie / consigli di lettura. Percorsi di lettura. La relatrice (autrice anche del recente Come costruire un percorso di lettura tra biblioteca e scuola) ha dato alcuni suggerimenti: considerare la soglia massima di attenzione, conoscere i libri proposti nel percorso, tenere conto delle sfumature all’interno del tema o genere scelto, pensare alle diverse abilità nella lettura dei ragazzi, fare leva su testi conosciuti (magari perché ne è stato tratto un film), sfruttare i buoni incipit (come quelli di La stanza 13 di Robert Swindells, Il rubino di fumo di Philip Pullman, Il gioco dell’assassino di Sandra Scoppettone), non fidarsi sempre delle indicazioni di età riportate sui libri (p.e. La scatola dei desideri di Wendy Mass e I ragni mi fanno paura di K. L. Going, inseriti nella serie arancio del Battello a vapore, che si riferisce agli ultimi anni delle elementari, possono essere validi anche per l’adolescenza), mandare i ragazzi delle classi che visitano la biblioteca sempre a casa con un libro (usando eventualmente anche una tessera della biblioteca di classe se ci sono ragazzi non iscritti), preparare una bibliografia da lasciare alla fine dell’incontro. Come esempi di percorsi a tema sonola relatrice elenca avventura, storia, ribellioni, viaggio, musica, giallo, classici (i “nuovi” classici, degli ultimi dieci anni) e i libri illustrati per adolescenti (come Il figlio del cimitero di Neil Gaiman, Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness, La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Brian Selznick, Il selvaggio di David Almond, Jane, la volpe & io di Isabelle Arsenault e Fanny Britt, diversi titoli delle case editrici Orecchio Acerbo, Bao, Sinnos).

Gruppi di lettura. Ramonda ha fatto l’esempio degli “avamposti di lettura” di Fuorilegge, gruppi di lettura legati alla scuola, formati da alunni anche di classi diverse, o alla biblioteca.

Bookcrossing.

Fare un blog / podcast / video. La relatrice ha portato alcuni esempi di blog fatti con / per i ragazzi.
Blog con i ragazzi:
Bucsity: http://bucsity.wordpress.com/
StuzzicaLibro: http://www.stuzzicalibro.it/
Fuorilegge: http://www.fuorilegge.org/
BookBlog: http://bookblog.salonelibro.it/
Qualcuno con cui correre: http://www.qualcunoconcuicorrere.org/
Blog per i ragazzi:
Extra time: http://www.extratimeblog.it/
Buc galaxi: http://bucgalaxi.wordpress.com/
Storie per giovani adulti: http://www.giovaniadulti.it/
Passaparola: http://giocopassaparola.blogspot.it/
I libri possono anche essere presentati con booktrailer. A questo proposito si possono vedere il canale Youtube di Fuorilegge, il Booktrailer Film Festival (v.a. qui), Ciak si legge! (concorso di booktrailer lanciato da Mare di libri), i video di Trovare la strada (Sistema bibliotecario trentino). Altri video segnalati dalla relatrice sono Rime di rabbia (fatto a Segrate), un booktrailer di Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers, le recensioni raccolte con il titolo Ad aprile ho letto.

Organizzare un concorso. Le biblioteche di Fossano e Savigliano organizzano il concorso ImBookiamoci, che ha anche una sua pagina su Facebook ed è presente su Twitter (Fossano è anche in Anobii e Goodreads con il nome YaBuk). Altri esempi di concorsi relativi alla lettura per adolescenti sono Libernauta e il Premio libro giovani.

Formare gli insegnanti. Da quattro anni il sistema bibliotecario di Fossano organizza una giornata di formazione per gli insegnanti delle scuole medie e superiori, durante la quale vengono mostrate le novità dell’ultimo anno ritenute meritevoli. Il contatto con gli insegnanti, ha detto Ramonda, è il punto fondamentale.

La relatrice ha detto di non credere molto all’interesse per gli e-book da parte degli adolescenti, mentre ritiene che possano incontrare il loro favore contenuti digitali che siano complementi alla lettura, come mappe dei luoghi del libro (come la app per Wildwood di Colin Meloy) e approfondimenti di varia natura (come quelli per i libri della serie Mirrorworld di Cornelia Funke).

ramonda-biblioteca-ragazziPrima di passare ai libri proposti dalla relatrice nella seconda parte dell’incontro, inserisco tre domande che ho posto a Caterina e le relative risposte.

Come, secondo te, è più proficuo organizzare la collocazione a scaffale dei libri per adolescenti?

Caterina Ramonda: “Le collocazioni in area ragazzi non sono mai facili; a volte si pensa di aiutare i ragazzi utilizzando dei simboli o delle combinazioni di colori e invece si complica il tutto. laddove non è possibile una sezione dedicata (e così è nella maggior parte delle biblioteche, per problemi di spazio, perché gestite da bibliotecari monoposto, ecc.) penso possa essere utile avere uno scaffale adolescenti dove sistemare i libri rivolti a questa fascia di età. Nella mi esperienza, anche per non snaturare la scelta di catalogazione fatta da sempre, i libri dello scaffale adolescenti seguono la Dewey e sono identificabili anche grazie a un bollino colorato che in realtà serve più ai colleghi che sistemano i libri sugli scaffali :-)”

Nell’incontro hai parlato delle censure che su determinati temi possono colpire i libri dei ragazzi. E’ anche vero che certe tematiche possono essere proposte in modo non adatto a ragazzi, per quanto già adolescenti, e un filtro potrebbe essere non una censura, ma una tutela. Cosa ne pensi?

C.R.: “Certamente non tutti i temi sono adatti a tutte le età: il discorso fatto per le copertine ingannevoli, a volte si collega proprio a questo. Ci sono a volte delle copertine che hanno una grafica simile a collane adatte alla quarta/quinta elementare e che trattano invece temi adatti agli adolescenti. Nei testi per gli adolescenti, età in cui è possibile coinvolgere i ragazzi in molti argomenti, è sicuramente il modo a fare la differenza: il modo in cui viene detto, il modo di narrare, il sentire davvero la necessità di trattare l’argomento da parte dell’autore e il suo rendersi conto del lettore che lo leggerà. Se noi bibliotecari conosciamo come è trattato un tema in un libro possiamo consigliarlo o sconsigliarlo al lettore. In questo senso il saggio di Annie Rolland esplica molto bene le tante tipologie di censura, ma anche le sfumature che permettono di trattare un tema con la giusta ottica.”

Hai giustamente detto che il contatto con gli insegnanti è un punto fondamentale. Per le scuole superiori, però, la questione è complessa. Da una parte le scuole superiori sono presenti solo nel capoluogo e nei maggiori centri, dall’altra gli studenti di un paese saranno divisi in diverse sezioni di diverse scuole. In questi casi cosa suggeriresti?

C.R.: “Effettivamente il coinvolgimento da parte degli insegnanti delle scuole superiori andrebbe fatto da una biblioteca centro rete o comunque dalla biblioteca dei centri più grandi dove queste scuole hanno sede e dove è possibile offrire anche delle attività per le classi. Nei centri dove non ci sono scuole superiori, si possono pensare delle proposte ad hoc per i ragazzi di questa età, partendo magari semplicemente dall’esposizione delle novità per la loro età o con suggerimenti di lettura apposta per loro o magari coinvolgendoli direttamente nei consigli per i coetanei.”

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Nella seconda parte dell’incontro, la relatrice ha proposto, come si accennava più sopra, una serie di libri di recente pubblicazione che ha ritenuto meritevoli di essere segnalati. Sono elencati qui sotto in ordine di presentazione. Cliccando sul titolo, si va alla recensione del libro pubblicata nel blog Biblioragazzi, di cui Caterina Ramonda è tra gli autori.

Franco Cardini, Ivar e Svala fratelli vichinghi (Laterza). Pubblicato nella nuova collana “Celacanto”, può essere letto dai ragazzi di quinta elementari e delle medie, andando contro l’idea che libri con pagine illustrate di grande formato siano solo per i più piccoli.

William Grill, L’incredibile viaggio di Shackleton (Isbn). Può rispondere alla richiesta di storie basate su eventi reali. in questo caso la spedizione dell’esploratore William Shackleton. Ha grandi pagine illustrate che mostrano l’equipaggio, com’era fatta la nave, ecc.

Isabelle Arsenault e Fanny Britt, Jane, la volpe & io (A. Mondadori). Fumetto canadese, narra le vicende di una ragazza da principio con immagini in bianco e nero che si alternano a quelle a colori nelle quali la ragazza parla del libro Jane Eyre. Poi il colore comincia a entrare anche nelle illustrazioni che riguardano la sua vita.

Alessia Petricelli e Sergio Riccardi, Cattive ragazze (Sinnos). Quindici storie di donne che hanno fatto qualcosa di fuori dal comune, come Alfonsina Morini Strada, prima donna a competere in gare di ciclismo con gli uomini, alla scienziata Marie Curie, raccontate ciascuna in quattro facciate a fumetti. Premio Andersen 2014 come miglior libro a fumetti.

Federico Appel, Pesi massimi (Sinnos). A un ragazzino che durante una partita di calcio ha offeso un avversario per il colore della pelle appare Muhammad Ali che gli racconta le storie di grandi sportivi di colore.

Patrizia Rinaldi e Marta Baroni, Adesso scappa (Sinnos). Per ragazzi di prima (o anche seconda) media. E’ una storia di bullismo di cui è vittima una ragazzina al primo anno di liceo. Il corso di recupero di latino diventa l’occasione per acquistare fiducia, per lei, ma anche per il docente.

Cary Fagan, La strana collezione di Mr. Karp (Biancoenero). Un racconto lungo che può essere consigliato a lettori non forti di prima media. Protagonista è un ragazzo che ama fare collezioni di oggetti. I genitori prendono come inquilino il signor Karp, che colleziona acque.

Henry Winkler e Lin Oliver, Hank Zipzer e i calzini portafortuna (Uovonero). Fa parte di una serie che ha per protagonista Hank Zipzer, un ragazzino dislessia e, pensando alla dislessia, il testo è scritto con un font ad alta leggibilità e non è giustificato in modo da favorire la lettura.

Natasha Farrant, Un altro giorno imperfetto in paradiso (Piemme). Una ragazzina, la cui sorella gemella è morta, racconta la storia della sua famiglia usando una telecamera.

Andreas Steinhöfel, Rico, Oscar e il Ladro Ombra (Beisler). Rico, con qualche difficoltà di apprendimento, è un amante delle parole nuove che sente, che annota insieme alle sue definizioni. Oscar è il suo amico. E’ il primo libro di una trilogia.

Dave Cousins, Aspettando Gonzo, (San Paolo). Il protagonista ha un amico nerd che cerca di convincerlo a leggere, senza gran successo finché non propone di ascoltare audiolibri, idea che si rivela vincente.

Luiz Antonio Aguiar, Vincent il matto (Giunti). La storia di Vincent van Gogh vista attraverso gli occhi di Camille, un ragazzo che il pittore aveva ritratto in un suo quadro.

Barbara Stok, Vincent (Bao Publishing). Una storia a fumetti su Vincent van Gogh, basata sulle lettere tra il pittore e il fratello.

Susin Nielsen, Caro George Clooney, puoi sposare la mamma? (Il castoro). Una ragazzina la cui madre è stata truccatrice in un film con George Clooney e ha una sua foto con autografo vorrebbe l’aiuto dell’attore per evitare che la madre continui a trovare fidanzati intollerabili.

Holly Black, Doll bones (A. Mondadori). Una ragazzina racconta a due amici che una bambola pregiata che ha in casa le ha parlato dicendo di essere lo spirito di una ragazza che non avrà pace finché non ripercorreranno i luoghi della sua storia. Il viaggio compiuto dai tre diventa un legame tra loro.

Todd Strasser, La bomba (Rizzoli). Nei capitoli pari si raccontano le vicende del protagonista, un ragazzino di undici anni, in quelli dispari si immagina la vita in un rifugio dopo che è scoppiata una guerra atomica, con la convivenza forzata in spazi ristretti (e con scorte limitate di acqua e cibo) tra persone con idee diverse.

James Riordan, La notte in cui la guerra si fermò (A. Mondadori). Un libro molto crudo, basato su storie vere, sulla prima guerra mondiale.

John Boyne, Resta dove sei e poi vai (Rizzoli). Il romanzo racconta la vita a Londra durante la prima guerra mondiale, con persone originarie di paesi nemici che venivano internate perché ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza e un pacifista che viene portato in prigione e picchiato per il suo rifiuto di combattere.

Luisa Mattia, Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba (Piemme). Un sedicenne mente sulla sua età per poter partire per combattere nella prima guerra mondiale, ma le sue idee cambieranno quando vedrà cosa è realmente la guerra. Il libro fa parte di una collana sulla “Grande guerra”.

Leon Leyson, con Marylin J. Harran ed Elisabeth B. Leyson, Il bambino di Schindler (A. Mondadori). L’autore era il più giovane degli operai ebrei assunti da Oskar Schindler e salvati dalla persecuzione nazista. E’ una storia vera che coinvolge il lettore, un libro ottimo per trarne dei brani da leggere ai ragazzi.

Christophe Léon, Granpa’ (Camelozampa). Un ragazzino accompagna il nonno in azioni notturne di sabotaggio contro una compagnia petrolifera.

Yves Grevet, La scuola è finita (Sonda). Nel XXI secolo la scuola pubblica e gratuita viene abolita. Chi vuole studiare e non ha soldi, per entrare nelle costose scuole private deve farsi sponsorizzare da qualche azienda. Oppure frequentare le scuole clandestine.

Luigi Garlando, ‘O maé : storia di judo e di camorra (Piemme). Una storia romanzata delle vicende della palestra di Gianni Maddaloni dove si vuole offrire ai ragazzi un’alternativa al degrado.

Loredana Lipperini (con illustrazioni di Paolo D’Altan), Pupa (Rrose Sélavy). In un futuro prossimo, i ragazzi possono iscriversi a un programma per fare i finti nipoti di anziani, un incarico ben retribuito. A una ragazza, però, capita una vecchia signora che non corrisponde affatto agli schemi previsti. Per lettori delle scuole medie.

Franco Arminio (con illustrazioni di Simone Massi), Il topo sognatore (Rrose Sélavy). Il libro racconta lo spaesamento in un paese abbandonato attraverso gli occhi degli animali. Per elementari e medie.

Chris Van Allsburg, Le cronache di Harris Burdick (Il castoro). La storia di Harris Burdick, che porta a un editore una serie di suoi disegni, ma poi diventa irreperibile, è la cornice narrativa per una serie di racconti legati alle illustrazioni di Chris Van Allsburg.

Chris Van Allsburg, La scopa della vedova (Logos). Un libro di grande formato, con illustrazioni in bianco e nero, sulla persecuzione delle donne accusate di essere streghe. Il libro può essere indicato già per la scuola primaria, ma si può usare, con maggiore approfondimento sul tema della discriminazione, anche per le medie.

Frida Nilsson, Mia mamma è un gorilla, e allora? (Feltrinelli). In un orfanotrofio ogni volta che arriva un visitatore i bambini sperano di essere scelti e adottati. La protagonista viene adottata da una curiosa visitatrice: un gorilla femmina che vive in una roulotte piena di libri e resiste a chi vuole cacciarla dal suo terreno. Un libro per le classi delle scuole medie che tocca i temi della diversità e della capacità di resistenza e difesa.

Janet Tashjian, La mia vita è un romanzo (La nuova frontiera). Il protagonista adora i fumetti, ma a scuola e a casa i fumetti non sono considerati una lettura vera.

Yumoto Kazumi, Amici (Atmosphere). Tre amici sono incuriositi dall’idea della morte e seguono un anziano. Il pedinato, però, diventerà loro amico.

John Boyne, Che cosa è successo a Barnaby Brocket? (Rizzoli). Barnaby non è soggetto alla forza di gravità. Fluttua per il mondo e incontra diversità che la società non sa accogliere.

Pierdomenico Baccalario, Lo spacciatore di fumetti (Einaudi Ragazzi). Nell’Ungheria sotto la dittatura gira uno strano contrabbandiere: quello che porta e cede gratuitamente sono storie a fumetti.

Chiara Carminati, Fuori fuoco (Bompiani). Un libro ambientato ai tempi della prima guerra mondiali in cui il testo è accompagnato da immagini che hanno un particolare non riconoscibile perché, come dice il titolo, fuori fuoco e invitano il lettore a usare l’immaginazione.

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Bibliografia per approfondire (a cura della relatrice):

María Teresa Andruetto, Per una letteratura senza aggettivi, Modena : EquiLibri, 2014.
Aidan Chambers, Siamo quello che leggiamo, Modena : EquiLibri, 2011.
Luisa Marquardt, Loredana Perego, Deborah Soria, Per una biblioteca in ogni scuola, Roma : Sinnos, 2012 (può essere scaricato gratuitamente in formato pdf qui).
Caterina Ramonda, La biblioteca per ragazzi, Milano : Bibliografica, 2013.
Caterina Ramonda, La biblioteca per ragazzi raccontata agli adulti, Milano : Bibliografica, 2011.
Caterina Ramonda, Come costruire un percorso di lettura tra biblioteca e scuola, Milano : Bibliografica, 2014.
Annie Rolland, Qui a peur de la littérature ado, Paris : Thierry Magnier, 2008.
Marcella Terrusi, Albi illustrati, Roma : Carocci, 2012.
Sophie Van der Linden, Album[s], Paris : De facto – Actes sud, 2013.