Volta e Giovio in viaggio in Svizzera

mita-ferraro-lettere-elveticheNell’ambito delle celebrazioni per i 350 anni della biblioteca comunale di Como, una conferenza di Alessandra Mita Ferraro (Un direttore in viaggio : Alessandro Volta e le Lettere elvetiche di Giambattista Giovio, 9 dicembre 2013, ore 21) ha presentato il viaggio in Svizzera compiuto nel 1777 da Alessandro Volta e Giambattista Giovio. La relatrice ha studiato in modo approfondito Giovio e ha curato anche l’edizione del manoscritto con il diario di quel viaggio (Giambattista Giovio, Lettere elvetiche : diario del viaggio in Svizzera del 1777 con Alessandro Volta, a cura di Alessandra Mita Ferraro, Napoli : Editoriale scientifica, 2012).

Mita Ferraro ha cominciato la sua relazione con una breve presentazione dei due protagonisti. Volta, attratto dai fenomeni elettrici, li aveva studiati anche con l’aiuto del canonico Giulio Cesare Gattoni (al cui libretto intitolato Sogno è dedicato un articolo di questo blog di un paio di mesi fa). Nel 1777 aveva studiato il metano di cui parlerà nel suo studio Sull’aria infiammabile. Scrisse quindi al ministro plenipotenziario Firmian chiedendo che gli fosse concesso un premio come riconoscimento della sua attività scientifica e ottenne 50 zecchini, una somma che poteva impiegare per un viaggio nel quale avrebbe potuto conoscere studiosi con cui era in corrispondenza.

Per fare un ritratto di Giambattista Giovio, la relatrice ha citato una lettera dai contenuti autobiografici scritta nel 1784 e conservata presso la Biblioteca comunale di Como (Fondo Brera, 3, V, cc. 55-56). Giovio vi descrive le sue passioni letterarie, ricordando per esempio come, diciottenne, si era infiammato per Milton. Tra gli autori citati figurava anche Voltaire, che ebbe modo di conoscere durante il viaggio in Svizzera.

Mita Ferraro ha sottolineato come nella lettera si nota il senso di solitudine di Giovio, sin dall’infanzia (la madre morì di parto, il padre lo sistemò in collegio a Milano e poi a Parma), e il suo amore per la tranquillità della sua vita comasca. La relatrice ha quindi fatto notare la differenza rispetto a Volta, che preferiva una vita più vivace.

In una lettera del 27 luglio 1777, Volta scriveva a Firmian che aveva in programma di viaggiare per la Svizzera tra settembre e ottobre. Chi lo avrebbe accompagnato? Giovio, in una lettera del 26 agosto 1777 all’arcidiacono della cattedrale di Como Luigi Volta, fratello di Alessandro, si diceva dispiaciuto perché, da quanto era venuto a sapere, “era escluso dalla compagnia Elvetica”. “M’accusano,” scriveva “per non avermi compagno, di uomo molle e amante del lusso”. Tuttavia Giovio era determinato a prender parte al viaggio: “Niuno però potrammi escludere dall’esservi”. Riuscì nel suo intento.

Volta scrisse a Firmian un resoconto di parte del viaggio, ma poi, preso da altri impegni (nel 1778 passò all’università di Pavia), non completò il lavoro.

Giovio scrisse un giornale di viaggio. Il manoscritto, conservato alla Biblioteca Braidense di Milano (AC. IX. 23), è costituito da un libretto rilegato in cui sono infilati numerosi foglietti. Già conosciute da Felice Scolari, che ne aveva presentata una sintesi, le “Note del viaggio” di Giovio sono state di recente pubblicate, come detto sopra, a cura della relatrice di questa serata.

Arrivati a Basilea, era venuta l’idea di fare una deviazione per raggiungere Strasburgo, una meta inizialmente non prevista. In una lettera del 28 settembre al fratello, Volta si mostrava dispiaciuto di aver dovuto poi far ritorno e notava che con tre giorni di viaggio si sarebbe potuti arrivare a Parigi. Anche in questo caso, ha notato Mita Ferraro, in Volta si vede l’entusiasmo per il raggiungere i grandi centri, mentre nel diario di Giovio appare anche la nostalgia di Como.

Il 17 settembre ci fu l’incontro con Salomon Gessner a Zurigo. Volta fece un esperimento a vantaggio della locale Società di fisica. L’8 ottobre incontrarono Albert von Haller. Il 20 ottobre, a Ferney, sono da Voltaire. Per Volta gli incontri più interessanti sono quelli con gli scienziati. Durante il viaggio penserà anche a trovare strumenti scientifici da far spedire al laboratorio del Liceo di Como e al ritorno chiederà a Firmian l’autorizzazione per l’acquisto. Per Giovio, invece, l’incontro più significativo sembra essere quello con Voltaire.

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