Italia 2033, un’antiutopia di Emanuele Pagani

pagani-2033Qualche mese fa il comune di Casnate con Bernate mi ha ospitato per una serata sul “lariosauro” insieme a Emanuele Pagani, autore di un romanzo dedicato al “mostro” del lago di Como. Pagani è anche autore di Italia 2033 (pubblicato nel 2011 da Neftasia), un romanzo antiutopico nel quale il centrodestra italiano ha trasformato il nostro paese in una feroce dittatura.

Nel secondo capitolo c’è qualche cenno (pp.15-16) alle vicende storiche che hanno portato all’Italia distopica in cui si svolge l’azione. Nel 2018 il presidente del consiglio, appoggiato dalle “camicie verdi”, fa piazza pulita delle “ultime sacche di resistenza” nella coalizione di governo e manda in esilio il presidente della Repubblica. Tra la gente viene diffusa ad arte “un’ignoranza collettiva”. L’Italia viene espulsa dall’Unione europea e comincia a battere una sua moneta “battezzata medialira, sia per ricordare la vecchia valuta italica che per far risuonare nelle orecchie della gente, un termine riguardante la comunicazione al quale il presidente era particolarmente affezionato”. Il paese viene diviso in tre entità federali, la Padania al nord, la Teverlandia al centro e la Pizzolandia al sud, ciascuna con un suo governatore, sottoposto però al potere centrale la cui sede viene trasferita da Roma a Monza. Nel 2020 una serie malattia colpisce il presidente del consiglio, ormai dittatore, e se ne crea un clone che lo sostituisce in segreto quando muore: “gran parte del popolo non comprese la messa in scena” e finisce per credere che il dittatore ha avuto il dono divino dell’immortalità. Il clone dà più poteri alle camicie verdi, guidate da un personaggio conosciuto come “l’Indomabile” e l’intolleranza razzista porta all'”apertura di campi di lavoro per stranieri”.

Il protagonista, Dante Ricci, esule italiano, torna in Italia per far cadere il regime dittatoriale con l’appoggio di un giornale democratico sloveno e l’aiuto di Claudia, una comasca fuggita in Svizzera con cui intreccerà una storia d’amore, e altri coraggiosi oppositori.

Esprimere pubblicamente idee diverse da quelle del regime è pericoloso, ma Dante può parlare tranquillamente per telefono dei piani sovversivi cui partecipa. Non si tratta di una svista, ma di voluta satira dell’autore su fatti di politica: viene infatti spiegato che, per nascondere “compromettenti telefonate” dei membri del partito al potere, “il regime fece una legge per vietare le intercettazioni” (p.14). Ironia della sorte: la ditta che ha stampato il libro è di Arcore.

Qualche domanda all’autore

Italia 2033 è un’antiutopia. Sei un appassionato di questo filone letterario? Avevi in menti altre opere di questo tipo quando hai avuto l’idea di questo libro e mentre lo scrivevi?

Sono appassionato anche di questo filone.  In parte mi sono ispirato a un classico come 1984 di Orwell. Ritengo questo genere di opere molto costruttive ed utili ai lettori.

Come hai scelto l’anno 2033?

Ho scelto il 2033 perché un romanzo di questo genere e con questa argomentazione richiedeva un anno vicino (ma non troppo). Vent’anni circa di differenza rispetto all’anno in cui viviamo.

Nel tuo libro il regime dittatoriale punta a diffondere “un’ignoranza collettiva in grado di tenere sotto scacco un popolo sempre più condizionato e inconsapevole d’ogni verità” (p.15). Come ritieni che si dovrebbe combattere questa ignoranza che nel futuro immaginario del tuo libro diventa uno strumento dell’autoritarismo?

Combattere un’ignoranza causata da un lungo e astuto condizionamento mediatico è tutt’altro che facile,  soprattutto quando la maggior parte del popolo è ormai vittima di questa condizione. Non basta lo smascheramento di tale condizionamento e la “condanna” di coloro che l’hanno causato, perché subito dopo ci vuole una sorta di “rieducazione del popolo alla verità”, un processo lungo e difficoltoso.

Quali sono i tuoi autori e libri preferiti?

Orwell e Italo Calvino sono i due che preferisco. 1984 e  Il visconte dimezzato.

Cosa pensi delle biblioteche?

Le biblioteche sono una risorsa, dei luoghi in cui poter trovare anche dei libri particolari, interessanti, diversi dai “soliti” libri commerciali pubblicizzati.

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