I servizi digitali della biblioteca pubblica

libri-mouseSabato 1 dicembre 2012 si è tenuto a Olgiate Comasco il seminario I servizi digitali della biblioteca pubblica, organizzato dal Sistema bibliotecario dell’Ovest Como. Sono state presentate esperienze diverse nel campo dei servizi digitali: i sistemi bibliotecari Valle Seriana e Brianza Biblioteche hanno puntato sull’aggregatore di contenuti Media Library On Line, la biblioteca di Cologno Monzese si è orientata sul prestito di e-book reader, la rete Reanet ha programmato una serie di attività che comprendono la digitalizzazione di documenti e l’inclusione di risorse digitali nel catalogo.

A Luca Ferrieri, della biblioteca di Cologno Monzese, è affidata l’introduzione del seminario.
Il relatore dice che nell’affrontare il tema dei servizi digitali si deve tenere conto di due fattori: la crisi economica e una mutazione culturale delle forme di comunicazione. Le forme con cui si presenteranno il libro e le biblioteche cambieranno, ma il punto fondamentale è la lettura.
Secondo Ferrieri, l’idea della biblioteca centrata sul catalogare e prestare i libri è finita: torna ad essere centrale l’idea della biblioteca che organizza, la biblioteca come “piazza”, vicina ai cittadini, luogo dei legami per anziani, stranieri, giovani, malati ecc., centrata sui servizi e sede di una pluralità di servizi e non solo sui libri, basata su un’idea “polimorfa”, comprendente informazioni di comunità, business information, reference digitale, organizzazione di gruppi di lettura, corsi di italiano per stranieri, assistenza per fare i compiti o scrivere un curriculum.
Negli anni ’70 e ’80 sono state fatte tante battaglie per far capire che la biblioteca non era un centro culturale o un doposcuola. Allora, dice Ferrieri, era importante sottolineare la specificità della biblioteca, mentre ora si è passati in un’altra fase e la sfida è sopravvivere in un mondo che cambia e che farà a meno delle biblioteche se le biblioteche non cambiano.
Il relatore afferma che la transizione al digitale è una scelta obbligata, anche se per ora la diffusione dell’e-book in Italia è ancora alla preistoria.
La biblioteca digitale, dice Ferrieri, porta servizi nuovi e rovescia l’organizzazione della biblioteca. Il relatore dice che le biblioteche, oggi, si sono fermate per lo più al digital lending, ma che limitarsi a considerare solo quello significa usare schemi vecchi per qualcosa che è invece nuovo.
Ricorda anche l’opzione del prestito del device aggiungendo che si dovrebbero fornire strumenti per imparare a usarli.
In Italia la quota di e-book tra i libri venduti è dell’1-2%, mentre su Amazon il libro digitale ha ormai superato il libro fisico. Lo scarso risultato in Italia, secondo Ferrieri, è dovuto alle scelte degli editori che hanno pensato che il commercio di e-book non era importante e lo vedono come un’attività solo collaterale se non come un ostacolo.
Negli Stati Uniti prevale il modello “flat”: si paga il prezzo del libro e l’abbonamento a un aggregatore. Resta il rapporto one copy / one user che è un po’ assurdo.
In Italia, invece, si aggiunge il prezzo per ogni download, spesso prepagato. Si crea così una proporzionalità inversa: più il libro è letto, più è un costo per la biblioteca. E’ il contrario di quanto avveniva tradizionalmente quando un maggior numero di prestiti significava che l’acquisto era stato più conveniente.
Il relatore valuta che per avere una collezione minima (di almeno mille titoli) e un numero di download sufficienti servono almeno 20.000 euro in un anno.
Ferrieri afferma che si deve scegliere tra la difesa dell’open access e una malintesa concezione della proprietà intellettuale. Le biblioteche hanno una concezione altissima del diritto d’autore. Nel mondo digitale, prosegue il relatore, cambia però la concezione dell’autore insieme alla concezione della lettura: le recinzioni della proprietà intellettuale (come il DRM) possono essere violente come quelle delle terre e il DRM rende impossibili operazioni legittime come cambiare formato o prendere appunti.
Ferrieri auspica più protagonismo da parte delle biblioteche e degli amministratori.
Suggerisce di pensare alla digitalizzazione: p.e. ogni biblioteca potrebbe impegnarsi a digitalizzare un libro non più disponibile, magari di interesse locale, all’anno. I bibliotecari potrebbero aggiungere i metadati. Si dovrebbero favorire il software libero e la lettura aumentata, pensare alla conservazione digitale con i passaggi da un formato all’altro. Si dovrebbe offrire connettività pubblica gratuita: ci dovrebbe essere il wi-fi in ogni biblioteca.
L’obiettivo, conclude Ferrieri, deve essere un mondo libero, accessibile, dialogico, interattivo, contro le insidie della commercializzazione e gli attacchi alla privacy.

reanetCarlo Ghilli, della biblioteca comunale di Empoli, presenta una variegata attività nel mondo digitale.
La biblioteca di Empoli è inserite in una rete di tredici comuni chiamata Reanet.
I servizi digitali della biblioteca di Empoli comprendono:
– accesso ai database di interesse locale
– prestito di e-book tramite il prestito dei reader
– download di e-book gratuiti
– prestito interbibliotecario dei reader
E’ prevista la partenza di un servizio di self publishing (“M’Edito”), di una web-radio, di accesso ai quotidiani online.
Ghilli ricorda la partenza “naif” nei primi anni dopo il 2000 con la digitalizzazione di opere di interesse locale. Non c’erano metadati ad eccezioni di quelli (Dublin Core) inseriti nelle pagine web e non c’era accesso dal catalogo.
Dal 2007 è partita una fase di intensa digitalizzazione di libri, foto, documenti. Il costo complessivo è stato di 703.000 euro e sono stati prodotti 5 terabyte di documenti digitalizzati. Il fine del lavoro era garantire una migliore conservazione dei documenti originali, talora sottoposti a eccessiva consultazione e conseguente usura, e una loro maggiore fruibilità. Sono stati digitalizzati tutti i libri rari di interesse locale, le opere che non erano consultabili per problemi di conservazione, i numeri unici, gli articoli di cronaca locale su “La Nazione”, opuscoli rari.
I file pdf dei libri moderni sono stati fatti con il testo nidificato, come in Gallica.
Dall’ottobre del 2010, riprendendo l’idea di Cologno Monzese (si veda più sotto l’intervento di Marilena Cortesini), è cominciato il prestito degli e-book reader (non molti), con testi liberamente scaricabili dalla rete.
Non è stato fatto il digital lending perché giudicato ancora troppo rozzo e proposto in modo frustrante per le biblioteche. Si era pensato di scavalcare le piattaforme proprietarie comprando un programma, in modo da avere anche costi minori di Media Library On Line e Sebina, ma la gestione era troppo complicata e l’idea è stata lasciata cadere.
Ora ci sono una quarantina di e-book reader da prestare, con testi liberi o con DRM, anche in lingua straniera.
La biblioteca non è vista come “agenzia di passaggio”, ma come un sistema che continua ad avere un suo ruolo informativo e sociale di proposta all’accesso alle conoscenze. Gli strumenti delle biblioteche, nella sostanza, restano.
Documenti digitali sono stati inseriti all’interno del catalogo. Non si pensa di dovere necessariamente prestare il libro, ma di dare accesso, anche attraverso il catalogo, a libri anche in rete.
Per promuovere il prestito (anche interbibliotecario) degli e-book reader sono stati realizzati dei tutorial all’uso.
La Regione Toscana nel 2010 ha offerto alle biblioteche per due anni l’accesso a Media Library On Line, ma il numero dei libri disponibili è giudicato troppo basso per vedere dei risultati e il servizio è stato usato principalmente per accedere ai periodici online.
Attraverso Media Library On Line saranno rese disponibili anche le opere prodotte con il self publishing, per il quale partirà un corso (“Self publishing academy”).

colognoMarilena Cortesini, della biblioteca di Cologno Monzese, parla del loro approccio, basato sul prestito di e-book reader.
La relatrice riferisce che, agli inizi della loro esperienza con i servizi digitali, si era valutato che il prestito degli e-book reader fosse la forma più economica e, anzi, l’unica allora possibile per l’approccio ai libri digitali.C’erano stati contatti con una fondazione di Salamanca che già sperimentava con gli e-book reader. Erano stati acquistati e-book da caricare sui reader, ma scegliendo solo libri senza DRM: non si riteneva opportuno dover pagare per ogni prestito.
Alla prova dei fatti era caduto il timore che potesse esserci diffidenza da parte delle persone anziane. Al contrario, la novità era stata ben vista perché era meno pesante dei libri e si poteva ingrandire il carattere. Al contrario, i giovani erano stati meno entusiasti, forse perché si aspettavano molto di più.
Col tempo, sono stati cambiati i device per averli più aggiornati e leggeri. I prezzi sono anche scesi: si possono trovare di buona qualità anche a un centinaio di euro. Ora ce ne sono una cinquantina.
Per quanto riguarda gli aggregatori, il timore è che si perda quanto si aveva in caso di cambio, dato che viene garantito l’accesso e non il possesso. Si pensa che si dovrà comunque in futuro passare al digital lending, ma valutando bene e non solo affidandosi a ciò che viene proposto o promosso.
Per la lettura aumentata, ci si muoverà nel campo dei testi liberi da diritti, usando i vantaggi offerti dal digitale per stabilire legami, promuovere il patrimonio, ecc.
La biblioteca, dice Cortesini, può avere un ruolo importante, p.e. nell’organizzare e indicizzare i contenuti sui device.

Silvia Franchini, del sistema bibliotecario Valle Seriana, parla dell’esperienza con Media Library On Line (MLOL).
MLOL è una rete di biblioteche digitali e una piattaforma per il digital lending, creata da una partnership tra enti pubblici, le biblioteche, e un’azienda provata, la Horizons Unlimited di Bologna. E’ nata nel marzo 2009 a partire dal Consorzio sistema bibliotecario del Nord Ovest (CSBNO) di Milano e ora raggiunge 2500 biblioteche in dodici regioni italiane, con consorzi transprovinciali (in Toscana) o anche transregionali (Lombardia ed Emilia Romagna).
Un vantaggio di una biblioteca digitale è che è sempre aperta.
MLOL è un aggregatore di contenuti di tipo diverso, in streaming o in download, con vincoli commerciali o aperti. Nella partnership, dice Franchini, la Horizons Unlimited ha portato le competenze informatiche, mentre gli enti pubblici hanno portato, oltre ai finanziamenti, le competenze tecniche dei bibliotecari.
Il sistema bibliotecario Valle Seriana aveva già lanciato nel 2007-2008 il progetto “Inform@zione in un click”, con il quale offriva l’accesso a contenuti commerciali o liberi selezionati e aggregati in un unico portale da consultare dalle postazioni multimediali delle biblioteche. I limiti di questa soluzione erano legati alla gestione delle credenziali di accesso, alla consultabilità solo nei locali delle biblioteche, alla scarsa visibilità, alla diffidenza dei bibliotecari stessi, alla mancanza di statistiche d’uso per valutarne l’impatto. Col tempo, osserva la relatrice, c’è stata una smaterializzazione dei contenuti, diventati “nomadi”, e si sono diffuse nuove pratiche di lettura che non passano per le biblioteche. Questo portava il sistema bibliotecario a cercare un’esperienza che avesse superato questi problemi e si è arrivati a quella di CSBNO e Horizons. Quindi sono stati coinvolti gli altri sistemi bibliotecari del Bergamasco.
Le risorse impegnate su MLOL sono state 59.000 euro, di cui 48.200 per contenuti. Per ora le spese sono state sostenute dai sistemi bibliotecari, ma le biblioteche sono propense a convertire parte dei fondi per l’acquisto dei libri in acquisto di libri digitali per MLOL.
Franchini riferisce che, pur senza una grande opera di promozione, il servizio ha avuto una grande crescita tra 2011 e 2012 e molte persone non iscritte alle biblioteche hanno richiesto l’iscrizione proprio per usare MLOL. Il maggior successo è stato per la consultazione di quotidiani e altri periodici. L’acquisto di e-book è stato fatto in modo da avere il possesso dell’opera e non il solo accesso a essa. I contenuti sono stati selezionati, valutati e organizzati. Si è fatto un percorso per facilitare l’accesso, aiutando a superare il digital divide. Un obiettivo è quello di integrare le opere, favorendo la creatività degli utenti, stimolandoli a diventare prosumers.

bbPieraldo Lietti, del sistema bibliotecario Brianza Biblioteche, offre dei dati sull’uso di Media Library On Line.
Nel sistema Brianza Biblioteche, MLOL è attivo dal maggio del 2011. A MLOL è destinata una quota che corrisponde a circa il 2% del bilancio del sistema, che si traduce in circa 10.000 euro per l’acquisto di contenuti (parte dei costi sono sostenuti dalla Provincia).
Dei servizi bibliotecari di Brianza Biblioteche hanno fruito 87025 utenti (il 14,5% della popolazione), dei servizi digitali 18025 (3,0 %), di MLOL 4548 (0,8%). Quasi l’80% dell’uso di MLOL è per vedere quotidiani e altri periodici.
Ci sono delle notevoli differenze nella tipologia degli utenti di MLOL rispetto a quelli delle biblioteche. Gli utenti di Brianza Biblioteche sono in prevalenza di sesso femminile: 63% contro un 37% di maschi. Tra coloro che hanno usato MLOL, la ripartizione è invece in quote quasi uguali, con una leggera maggioranza di maschi (52% – 48%).
Tra gli utenti delle biblioteche la fascia di età più rappresentata è quella tra 0 e 29 anni, mentre MLOL richiama soprattutto utenti tra i 30 e i 50 anni.
Gli utenti che usano MLOL hanno in genere un alto grado di istruzione (quasi l’80% ha almeno un titolo di scuola media superiore), un’attività nell’area delle professioni intellettuali. Si tratta in genere di utenti fidelizzati delle biblioteche: il 44% è iscritto da oltre 10 anni e i documenti da loro chiesti in prestito sono circa il 40% in più di quelli chiesti dagli utenti in media. L’11% degli utenti che hanno usato MLOL non ha usato i servizi della biblioteca “tradizionale”.

tastiI relatori hanno dunque portato diverse esperienze e anche diverse opinioni, pur concordando sul parere che per le biblioteche prendere in considerazione i servizi digitali è una scelta obbligata. Nello stesso tempo sono emersi alcuni punti critici.
Un dubbio che è stato espresso nello spazio lasciato al termine delle relazioni per le domande del pubblico è quello sul numero dei titoli disponibili per il digital lending. Ferrieri in particolare ha sottolineato che è ancora molto limitato. Ferrieri ha posto l’accento anche su un’altra questione: l’acquisto dell’e-book significa il possesso o semplicemente l’accesso? Se si avesse solo l’accesso, ha affermato, sarebbe un salto indietro.
I dati riferiti da Lietti mostrano che la richiesta è ancora marginale, specialmente per gli e-book. Il tema delle opere in formato digitale è dunque certamente da prendere in considerazione, ma, come suggerito da Cortesini nel suo intervento, è opportuna una attenta valutazione delle possibilità e dell’impatto reale che possono avere.
D’altra parte, anche quando le opere digitali avessero una maggiore fruizione, non diventerebbero per questo inutili le tradizionali competenze biblioteconomiche. Le biblioteche possono invece avere un ruolo importante nell’organizzazione dei contenuti e dei dati bibliografici e metadati a essi associati, come hanno detto anche Ferrieri, Ghilli e Cortesini nelle loro relazioni.
In carta o in byte, la biblioteca che cataloga e presta, o comunque permette o favorisce l’accesso all’opera, non è affatto finita (su questo punto devo dissentire dall’affermazione di Ferrieri). Che poi gli spazi della biblioteca siano anche luogo di ritrovo e che, soprattutto nei piccoli comuni, la biblioteca possa essere un punto di riferimento anche per iniziative di varia natura è cosa che già avviene, ma nulla toglie (o dovrebbe togliere) all’idea di biblioteca centrata sui documenti, sulla loro selezione e offerta al pubblico e sul loro trattamento catalografico (anzi, riguardo a quest’ultimo punto, sarebbe opportuno che le competenze catalografiche tornassero a essere considerate importanti nel bagaglio professionale di tutti i bibliotecari, contro la tendenza oggi in voga a vederle limitate ai soli centri di catalogazione).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...