Nomi islandesi

In genere gli islandesi non hanno cognomi di famiglia (ci sono delle eccezioni nel caso di cognomi adottati prima del 1925, quando una legge ha vietato di crearne altri, o acquisiti da genitori stranieri) e il loro nome è costituto dal prenome (o prenomi) seguito dal patronimico e/o (anche se l’uso è più raro) matronimico, che vengono costruiti con il nome del genitore al genitivo più “dóttir” per le femmine e “son” per i maschi.

Anche se la forma maschile può somigliare a diffusi cognomi del nord europeo, il patronimico non va confuso con un cognome di famiglia. Per esempio, se uno svedese di nome Per Jonsson e la moglie hanno due figli di nome Johanna e Tomas, i due, salvo casi eccezionali, erediteranno il cognome paterno e si chiameranno Johanna Jonsson e Tomas Jonsson. Invece se un islandese di nome Pétur Jónsson e la moglie Helga Sigurdsdóttir hanno due figli di nome Jóhanna e Tómas, la bambina avrà come nome Jóhanna Helgudóttir o Jóhanna Pétursdóttir (e non Jóhanna Jónsson) e il bambino Tómas Helguson o Tómas Pétursson (e non Tómas Jónsson).

Anche quando si devono mettere in ordine alfabetico, come nell’elenco del telefono, i nomi islandesi vengono dati in forma diretta (prima il nome, o nomi, e poi il patronimico e/o cognome) e si mettono in fila a partire dal primo nome (e non dal patronimico o cognome). Ciò vale ovviamente anche per i cataloghi delle biblioteche.

Se non si possono usare eth (ð) e thorn (Þ), lettere caratteristiche dell’alfabeto islandese, si sostituiscono rispettivamente con d e th.

Per esempio, l’intestazione corretta per lo scrittore Arnaldur Indriðason (patronimico derivato dal nome del padre Indriði Þorsteinsson) è “Arnaldur Indriðason” (e non “Indriðason, Arnaldur”). Se si utilizzano le diffuse segnature costruite con il numero della Cdd e le prime tre lettere dell’intestazione, la collocazione sarà (ed. 14 ridotta) 839 ARN (e non 839 IND). Quella per Halldór Laxness, premio Nobel per la letteratura nel 1955, che adottò il cognome con il quale è noto quando ancora le norme islandesi permettevano di farlo, è “Halldór Laxness” (e non “Laxness, Halldór”) e quindi la collocazione sarà 839 HAL (e non 839 LAX). In forma diretta vanno anche le intestazioni costituite da un nome seguito da un’indicazione di località, come Jón frá Ljárskógum. Sarà comunque opportuno fare il rinvio da patronimici e cognomi (cfr Reicat, 15.2.2.1 E., p.426: “Si fa rinvio dal cognome o da altre parti del nome (p. es. il patronimico) che possono essere assimilate o confuse con un cognome”).

Le Rica, pur non citando il caso dell’Islanda, dicono in generale che “per gli autori moderni il primo elemento è scelto secondo l’uso dei rispettivi paesi” (n.55, p.82). Le Reicat opportunamente lo citano esplicitamente segnalando che “i nomi islandesi si registrano in forma diretta, anche se comprendono un nome di famiglia” (15.2.2.1 E., p.426). La sola registrazione in forma diretta, però, non risolve completamente il problema dell’ordinamento alfabetico.

Se ci sono due nomi, nonostante il secondo nome venga scritto prima del patronimico, nell’ordinamento alfabetico viene considerato dopo il patronimico. Per esempio, l’intestazione corretta per Einar Már Guðmundsson è “Einar Már Guðmundsson”, ma per l’ordinamento alfabetico si devono prendere nell’ordine Einar – Guðmundsson – Már. Dunque, nel corretto ordine, Einar Már Guðmundsson segue Einar Páll Guðlaugsson e precede Einar Guðnason. Se un catalogo comprendesse i seguenti dieci autori, dovrebbero essere così ordinati:

  • Einar Guðjónsson
  • Einar Hjálmar Guðjónsson
  • Einar Guðlaugsson
  • Einar G. Guðlaugsson
  • Einar Páll Guðlaugsson
  • Einar Guðmundsson
  • Einar H. Guðmundsson
  • Einar Már Guðmundsson
  • Einar Sveinn Guðmundsson
  • Einar Guðnason

Un caso analogo è quello in cui ci sia un patronimico seguito da un cognome: anche se il patronimico precede il cognome, nell’ordinamento alfabetico viene preso in considerazione prima il cognome. Per esempio, per Guðmundur Gíslason Hagalín si prenderanno in considerazione prima il nome Guðmundur, poi il cognome Hagalín, infine il patronimico Gíslason.

Questi due ultimi casi, ovviamente, pongono un problema per l’ordinamento alfabetico automatico delle intestazioni, dato che un programma, leggendo in sequenza le lettere senza avere istruzioni apposite per fare diversamente, porrebbe per esempio Einar Már Guðmundsson prima di Einar Páll Guðlaugsson e dopo Einar Guðnason. E’ infatti quello che accade normalmente nei cataloghi, anche di biblioteche prestigiose come la Library of Congress, come si vede nell’immagine qui sotto che mostra le prime intestazioni per il nome Guðmundur.

Come si è detto, quando l’intestazione è composta da due nomi e un patronimico, l’ordinamento alfabetico si effettua considerando nell’ordine il primo nome, il patronimico, il secondo nome. Dunque, applicando le regole islandesi, i primi tre nomi nella lista dovrebbero essere trattati come se le sequenze da ordinare fossero rispettivamente “Guðmundur Finnbogason A.”, “Guðmundur Thorsson Andri” e “Guðmundur Stefánsson Árni” e quindi finire più sotto nell’elenco. Analogamente altri nomi dovrebbero essere spostati avanti o indietro. Per esempio Guðmundur R. Árnason, che ora occupa la posizione 71 tra i Guðmundur, dovrebbe essere il primo tra loro in ordine alfabetico.

Il catalogo collettivo islandese Gegnir ha invece trovato una soluzione per garantire ai nomi islandesi l’ordinamento alfabetico secondo l’uso del loro paese. La catalogazione nel Gegnir usa il Marc 21, ma ha introdotto specifici arrangiamenti per i nomi islandesi.

Il Marc 21 prevede tre opzioni per il primo indicatore nei tag riferite a nomi personali (le X00, ovvero 100, 600, 700, 800):
0 se comincia con (o si limita a) un nome o comunque i termini usati sono dati in forma diretta
1 se comincia con (o si limita a) un cognome o comunque i termini usati sono dati in forma inversa
3 se è il nome di una famiglia, casata o simili
Il nome personale è associato al codice di sottocampo a, mentre altri codici di sottocampo possono introdurre una numerazione (come per il numero associato a un papa), date o altro.
Dunque le intestazioni principali per gli autori citati sopra come esempi dei diversi casi sono:
100 0# |a Arnaldur Indriðason
100 0# |a Halldór Laxness
100 o# |a Jón frá Ljárskógum
100 0# |a Einar Már Guðmundsson
100 0# |a Guðmundur Gíslason Hagalín

Nel Marc 21 adattato per l’Islanda, per il primo indicatore è stata aggiunta una quarta opzione per i nomi islandesi, indicati con 4, e sono stati introdotti due appositi codici di sottocampo, 1 e 7, per indicare rispettivamente il secondo elemento di ordinamento e un eventuale terzo. Le intestazioni principali diventano:
100 4# |a Arnaldur |1 Indriðason
100 4# |a Halldór |1 Laxness
100 4# |a Jón |1 frá Ljárskógum
100 4# |a Einar |7 Már |1 Guðmundsson
100 4# |a Guðmundur |7 Gíslason |1 Hagalín

Dove c’è un sottocampo 7, il programma, come richiesto dall’uso islandese, visualizzerà i tre elementi nella sequenza |a |7 |1, ma li ordinerà secondo la sequenza |a |1 |7, come si può vedere nell’immagine qui sotto che mostra le prime intestazioni per il nome Guðmundur nel Gegnir. E’ una soluzione efficace ed elegante che non sarebbe male accogliere nel Marc 21.

Un ringraziamento a Hildur Gunnlaugsdóttir, della Landsbókasafn Íslands – Háskólabókasafn (Biblioteca nazionale e universitaria d’Islanda).

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