Di Jane Johnson non ce n’è una sola

Sotto una sola intestazione del catalogo devono essere raccolti tutti i libri di un autore e solo i suoi libri. Dunque il libro in cui Davide Morosinotto compare col suo vero nome e quello in cui si presenta come David Carlyle dovranno finire sotto la medesima intestazione. Viceversa sia il libro di storia L’antica civiltà di Israele che il romanzo per adolescenti Gone sono firmati Michael Grant, ma si tratta di due diverse persone che hanno lo stesso nome e nel catalogo dovranno quindi avere intestazioni separate. Per distinguere gli omonimi si usa riportare, tra parentesi angolari, l’anno di nascita e l’eventuale anno di morte. Nel caso citato L’antica civiltà di Israele finirà sotto l’intestazione “Grant, Michael <1914-2004>” e Gone sotto “Grant, Michael <1954- >”.

Nei cataloghi italiani la corretta separazione dei due Michael Grant è abbastanza diffusa (ho dato anch’io un piccolo contributo facendola introdurre nel catalogo della rete provinciale di Como). Qualche problema in più sembra esserci con le Jane Johnson. In buona parte dei cataloghi c’è solo l’intestazione “Johnson, Jane” anche quando ci sono libri di più di una Jane Johnson (ovviamente se ci sono libri di una sola autrice con quel nome, come per esempio nell’opac del Polo bibliotecario piacentino, che ci sia una sola intestazione è corretto).

Con il metaopac Mai ho potuto trovare solo sette cataloghi in cui due Jane Johnson vengono distinte con gli anni di nascita 1951 e 1960. Le opere firmate “Jane Johnson” presenti in questi cataloghi sono in effetti tutte di una di quelle due. Tuttavia, in tre dei sette cataloghi queste due intestazioni sono accompagnate da una terza senza anno di nascita e questo fa sì che le opere di una stessa autrice (o addirittura due diverse schede della medesima opera) non siano tutte sotto la stessa intestazione. Restano dunque quattro cataloghi in cui le opere sono tutte ripartite tra le due intestazioni con la data. Non in tutti, però, la ripartizione è corretta.

Le opere delle Jane Johnson presenti in questi cataloghi sono cinque (e non ce ne sono altre nella maggior parte dei cataloghi italiani). I romanzi Il decimo dono e Come la pioggia sulle dune sono della Jane Johnson nata nel 1960 e nessuno dei cataloghi lo attribuisce a quella del 1951. Viceversa, il libro per bambini Tutti a nanna! è di quella del 1951 e nessuno dei cataloghi lo assegna a quella del 1960. Ad aver tratto in inganno qualcuno sono invece i due libri per ragazzi Il regno segreto e Il ritorno della regina: sono opera della Jane Johnson del 1960 (come si può vedere nei suoi siti qui e qui), ma in cinque dei sette cataloghi (i tre con l’intestazione senza data più due altri) sono attribuiti a quella del 1951, alla quale vengono assegnati anche dall’opac del Sbn (che, viceversa, non le attribuisce, lasciandoli sotto un’intestazione senza data, i suoi Tiger e From me to you). E’ anche possibile che in qualche catalogo l’errore nasca proprio dall’aver visto e copiato quel che faceva Sbn. Sbn è in effetti una fonte autorevole, ma questo non significa che non possa sbagliare e che si debba copiare senza valutare (a proposito di fonti autorevoli, la Library of Congress divide per bene queste ed altre Jane Johnson).

Dunque, stando a quanto possiamo vedere con il Mai, sembra che in Italia siano riusciti a superare i due ostacoli (accorgersi dell’omonimia e ripartire correttamente i titoli) solo due cataloghi che, quindi, meritano di essere citati con elogio: si tratta dei cataloghi delle reti provinciali di Lecco e di Grosseto.

A dir la verità, ci sarebbe anche un terzo ostacolo, con il quale, purtroppo, vengono eliminati anche gli ultimi due concorrenti rimasti in gara (il che non toglie loro ovviamente il merito di essere arrivati sin lì). Come si diceva all’inizio, si devono separare gli omonimi, ma anche unire gli pseudonimi. La Jane Johnson del 1960 ha scritto alcuni libri per ragazzi (la serie The fool’s gold – nelle edizioni italiane La pietra dell’oro – e alcuni testi legati alle versioni cinematografiche del Signore degli anelli) con lo pseudonimo di Jude Fisher. Un altro giro con il Mai mostra un solo catalogo in Italia che l’ha scoperto, quello della Rete bibliotecaria bresciana.

Per completezza, aggiungiamo che c’è anche un altro pseudonimo legato alla Jane Johnson del 1960. Insieme a M. John Harrison ha infatti scritto alcuni libri che il duo di scrittori ha firmato con il nome “Gabriel King” (non ho trovato copie di questi libri nei cataloghi italiani).

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