Davide Morosinotto, alias Jeremy Belpois e David Carlyle

Code Lyoko e Skyland sono due serie animate per ragazzi che la casa editrice Piemme ha deciso di trasformare in libri. Come autore dei libri di Code Lyoko figura Jeremy Belpois, ovvero il protagonista delle storie, un ragazzino con un grande talento informatico. I libri di Skyland (finora sono usciti due volumi: Isole nel vento e La nave delle tempeste) sono attribuiti a un tale David Carlyle, che ha, guarda caso, lo stesso cognome di un personaggio, la dottoressa Lily Carlyle.

Nei libri di entrambe le serie, la pagina a fianco del frontespizio presenta come “supervisore del testo” Davide Morosinotto. E’ facile, dunque, immaginare che sia lui l’autore che si cela dietro i nomi dei personaggi immaginari Belpois e Carlyle. Per togliere ogni dubbio, in un’intervista per “Il topo di biblioteca”, il foglio informativo mensile delle nostre biblioteche (pubblicata sui numeri di marzo e di aprile 2010), glielo abbiamo chiesto e Davide ha simpaticamente “confessato” la sua identità “segreta”:

David Carlyle è, diciamo così, un caro amico. Ho cominciato a considerarlo una specie di entità separata, più che uno pseudonimo. Il vostro bibliotecario ha fatto bene a far corrispondere Davide Morosinotto e David Carlyle e fategli i complimenti perché ci ha azzeccato! Anche se su Internet non troverà conferme da nessuna parte (detto fra noi, una parte di me spera che continui così).
Tra l’altro ultimamente sto usando anche un altro pseudonimo, sempre per Piemme, e a quanto mi risulta finora non l’ha beccato nessuno. Chiedetegli se accetta la sfida di capire chi è.

Sfida accettata. L’altro pseudonimo è, come si diceva sopra e come Davide stesso ha confermato nell’intervista (“Ovviamente ha indovinato anche questo”), Jeremy Belpois.

Nell’intervista, Morosinotto diceva che in rete non c’era allora nulla che indicava che lui era David Carlyle e Jeremy Belpois. Non c’è molto di più ora. Si può comunque segnalare, per David Carlyle, una recensione di Sergio Rotino ai due volumi di Skyland su “L’informazione Il domani” di Bologna, 5 giugno 2011, p.21 (pagina in pdf qui) e un’intervista dello stesso Rotino a Morosinotto dal titolo David Carlyle : uno scrittore che non esiste, pubblicata sul blog di Stilos l’1 luglio 2011. A titolo di curiosità, aggiungiamo che tre conosciuti siti che vendono libri in rete, Amazon, Ibs e Bol, danno David Carlyle come autore e Davide Morosinotto come traduttore.

Per quanto riguarda Jeremy Belpois, nella pagina su Code Lyoko di Wikipedia (in italiano), l’11 marzo 2011 un utente ha correttamente messo Davide Morosinotto come autore dei libri pubblicati da Piemme che erano invece prima del suo intervento attribuiti a Pierdomenico Baccalario. Il giorno dopo, però, un altro utente li ha riassegnati (erroneamente) a Baccalario. Successivamente si sono alternati i due nomi e per un certo periodo sono stati attribuiti ad Albin Michel, ritenuto l’autore dei testi originali (in realtà Albin Michel è l’editore della traduzione in francese dei testi originali, in italiano, di Morosinotto). Attualmente la voce dice che “i libri nascono da un progetto coordinato da Pierdomenico Baccalario” e sotto sono elencati lasciando come autore “Jeremy Belpois”. Le ipotesi avanzate sull’autore dei libri possono essere viste anche in una pagina di discussione relativa alla voce, nella quale c’è una sezione Libri di Code Lyoko.

La norma generale sulla forma dell’intestazione delle Regole italiane di catalogazione per autori (Rica, 49) dice che “per le intestazioni di uno stesso autore (personale o collettivo) si adotta sempre la medesima forma del nome (intestazione uniforme)” e che “dagli altri nomi o forme del nome […] si fanno rinvii”. In catalogo, dunque, tutti i libri di Davide Morosinotto, quelli che firma semplicemente con il suo nome, ma anche quelli su cui compaiono i nomi “David Carlyle” e “Jeremy Belpois”, dovranno essere raggiungibili da un’unica forma. Non c’è dubbio che tale intestazione uniforme debba essere il nome reale (presente comunque, come si è visto, sotto la formula di “supervisore del testo”, anche nelle opere in cui sul frontespizio si trovano Carlyle o Belpois). Selezionando Morosinotto, Davide dovremmo veder comparire non solo La corsa della bilancia, Il libero regno dei ragazzi e Maydala Express (pubblicati semplicemente col suo nome, l’ultimo a quattro mani con Pierdomenico Baccalario), ma anche i libri di Code Lyoko e di Skyland. Per rendere più comprensibile il passaggio da Carlyle, o Belpois, a Morosinotto, si può utilizzare la formula prevista in questi casi, ovvero aggiungere, nella descrizione bibliografica, dopo lo pseudonimo il nome accolto come intestazione uniforme, posto tra parentesi quadre e preceduto da “i. e.” (id est, “cioè”): Il castello sotterraneo / Jeremy Belpois [i. e. Davide Morosinotto]. Chi, invece, cercasse Carlyle (o Belpois) dovrebbe trovare un opportuno rinvio: Carlyle, David – vedi: Morosinotto, Davide (e analogamente per “Belpois, Jeremy”).

E’ comprensibile che il gioco con gli pseudonimi possa aver tratto in inganno qualche catalogatore. Lascia però un po’ perplessi il fatto che, facendo scorrere tutti i cataloghi interrogati dal metaopac Mai, non se ne trovi neppure uno nel quale i libri in questione abbiano la corretta intestazione. Per quanto riguarda Skyland, Morosinotto riceve un’intestazione solo nel catalogo della Rete bibliotecaria bresciana e si tratta comunque di un’intestazione aggiunta a “Carlyle, David”, come se si trattasse di due persone diverse. In diversi cataloghi il libro è classificato tra la narrativa inglese del continente americano (813) o di altre aree  (823), nonostante il fatto che nel libro non sia indicato alcun editore e titolo originale  e traduttore e quindi si poteva supporre che, per quanto il nome dell’autore fosse inglese, fosse ben più probabile che non si trattasse di una traduzione, ma di un’opera scritta originariamente in italiano. Non va meglio con il catalogo del Servizio bibliotecario nazionale (Sbn): intestazione a “Carlyle, David” e classificazione Dewey 813.6 (narrativa americana il lingua inglese dal 2000). Inoltre, volendo premettere il titolo della serie (Skyland) ai titoli dei singoli volumi, questi sarebbero da trattare come titoli dipendenti e quindi dovrebbero essere preceduti da punto e spazio (Skyland. Isole nel vento) e non da spazio – due punti – spazio, che è la sintassi per i sottotitoli. Rispetto alla mancata identificazione di Carlyle con Morosinotto, la sintassi sbagliata è un vero e proprio errore, ma, d’altra parte, errare è umano. Quello che, anche in questo caso, lascia perplessi non è l’errore del singolo, bensì il fatto che alla descrizione bibliografica sono aggregate una cinquantina di biblioteche, ma pare che nessuna abbia notato l’errore o comunque sia riuscita a farlo correggere.

Non cambia il discorso con i libri di Code Lyoko. Sbn li attribuisce a Pierdomenico Baccalario e così fa buona parte dei cataloghi interrogati dal Mai. Morosinotto ha un’intestazione solo in “Bibliolandia” (rete documentaria della provincia di Pisa) e si tratta, come  nel caso di Brescia visto per David Carlyle, di un’intestazione aggiunta a “Belpois, Jeremy”, come se si trattasse di un’altra persona.

Per concludere, passo dalle mie parti, ovvero in provincia di Como. Anche qui, i due libri di Skyland hanno come intestazione “Carlyle, David” e, per quanto riguarda Code Lyoko, il primo volume della serie ha “Baccalario, Pierdomenico” e gli altri “Belpois, Jeremy” (sia ben chiaro che non è una critica a chi cataloga, anzi le catalogatrici con cui ho avuto a che fare sono ottime e non ho mai avuto motivo di dubitare delle capacità degli altri). Non faccio parte, purtroppo, del numero di chi ha l’autorizzazione alla catalogazione (sfortunatamente da noi vige un modello di catalogazione accentrato), ma ovviamente le segnature delle copie possono essere decise dalle singole biblioteche e le mie copie (ho i due Skyland in una delle mie due biblioteche e i quattro Code Lyoko nell’altra) hanno come lettere della segnatura MOR (come Morosinotto) e qualche collega in giro per la provincia ha seguito il mio avviso modificando in tal senso la loro collocazione (e colgo l’occasione per ringraziare chi ha preferito la mia soluzione a quella di tutti i cataloghi d’Italia).

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