Allarme Rosso

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Nella collana di libri horror per ragazzi “Super Brividi” sono apparsi alcuni titoli (al momento in cui scrivo ne conto dieci, da La chiesa stregata a La clinica degli zombie) a firma di Johnny Rosso.

Facendo il solito giro con l’opac del Sbn e il metaopac Mai, sembrerebbe che nessuno abbia avuto il sospetto che Johnny Rosso sia uno pseudonimo. La faccenda, in questo caso, è tutta qua, perché, una volta che nasca il dubbio, si arriva molto facilmente all’autore che si cela dietro tale pseudonimo: Carlo A. Martigli. More

L’anagramma di A. Craig Rice

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“Non fidarsi è meglio”, si legge sotto il titolo sulla copertina (ma non sul frontespizio) del romanzo La carogna di A. Craig Rice (Milano : Salani, 2001). La frase può essere un commento alla trama del libro, una storia di truffe e truffatori, ma anche un consiglio a chi cataloga il testo.

Anche i risvolti di copertina ci mettono in guardia. “Un travolgente raggiro letterario” dice il primo, mentre il secondo ci avverte che “il nostro autore assomiglia al protagonista di questo libro, [...] si può sicuramente dire che è un imbroglione”. Insomma, non si può dire che non ci abbiano avvisati. More

Tornare sul luogo del delitto: Ellen Rimbauer e Eleanor Druse

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Il diario di Ellen Rimbauer (Milano : Sperling & Kupfer, 2002) e Il diario di Eleanor Druse (Milano : Sperling & Kupfer, 2004) sono due libri legati a due serie televisive, rispettivamente Rose Red e Kingdom Hospital, entrambe su soggetto dello scrittore horror Stephen King.

Il diario di Ellen Rimbauer : la mia vita a Rose Red racconta di una sorta di casa infestata (la “Rose Red” del sottotitolo), costruita sopra un cimitero indiano. Anche Ellen Rimbauer, dopo aver scritto diverse pagine del suo diario, scompare misteriosamente. La pubblicazione del diario è curata dalla dottoressa Joyce Reardon, “direttore dell’istituto di Studi paranormali della Beaumont University”. More

Di Jane Johnson non ce n’è una sola

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Sotto una sola intestazione del catalogo devono essere raccolti tutti i libri di un autore e solo i suoi libri. Dunque il libro in cui Davide Morosinotto compare col suo vero nome e quello in cui si presenta come David Carlyle dovranno finire sotto la medesima intestazione. Viceversa sia il libro di storia L’antica civiltà di Israele che il romanzo per adolescenti Gone sono firmati Michael Grant, ma si tratta di due diverse persone che hanno lo stesso nome e nel catalogo dovranno quindi avere intestazioni separate. Per distinguere gli omonimi si usa riportare, tra parentesi angolari, l’anno di nascita e l’eventuale anno di morte. Nel caso citato L’antica civiltà di Israele finirà sotto l’intestazione “Grant, Michael <1914-2004>” e Gone sotto “Grant, Michael <1954- >”. More

Lustbader: il prefisso fantasma e l’identità degli autori di Bourne

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Qual è l’intestazione corretta per lo scrittore statunitense Eric Van Lustbader? La regola è semplice: se si devono mantenere tutte e tre le parti del nome (e mi sembra una scelta corretta), prima va il cognome (Lustbader) seguito da virgola, spazio, nome (Eric), spazio, middle name (Van). Dunque: Lustbader, Eric Van.

Un giro tra i cataloghi italiani, dall’opac del Sbn ai cataloghi interrogati dal metaopac Mai (e aggiungiamoci pure la Bibliografia Nazionale Italiana), però, ci fa trovare quasi ovunque la forma “Van Lustbader, Eric”. Nell’opac del Sbn c’è un isolato “Lustbader, Van Eric” (sic: con il middle name prima del nome – e la descrizione bibliografica è poco accurata: uno spazio spezza in due il cognome dell’autore e il titolo L’eredità di Bourne è trascritto perdendo una lettera e un accento: L’erdita di Bourne). C’è qualche “Lustbader, Eric Van” nel catalogo del Sistema bibliotecario e museale della provincia di Venezia, dove però la grande maggioranza (più di 90 su un centinaio di schede) ha la forma che comincia con Van, e nel catalogo delle biblioteche liguri compare qualche “Lustbader, Eric” (come la Library of Congress). More

Assunta di fresco per una consulenza

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Enza Consul ha compilato alcune raccolte di strafalcioni come La mia azienda sta stirando le cuoia (Milano : Sperling & Kupfer, 1992) e Lo sproloquio del colloquio (Milano : A. Mondadori, 1994). Invertendo l’ordine di nome e cognome, come fa un catalogatore per scrivere l’intestazione, salta fuori “Consul, Enza”. Che l’autrice di un libro sul mondo aziendale abbia un nome che corrisponde alla parola “consulenza” potrebbe suonare un po’ sospetto. Non impossibile: il cognome Consul è in effetti presente in Italia, per quanto sia poco diffuso (un sito che fa ricerche sulla geografia dei cognomi lo mostra presente in soli quattro comuni e anche in questi con poche occorrenze), e il caso o un tocco di goliardia dei genitori (non sempre gradito dal figlio) possono produrre talora curiosi abbinamenti tra nome e cognome. Un po’ sospetto, però, sì. More

Molto Shakespeare per nulla

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Nell’introduzione di Troppu trafficu ppi nenti (Milano : A. Mondadori, 2011) Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale scrivono di “avere ritrovato nelle polverose casse di un teatro il testo”, scritto, in dialetto messinese, da Michelangelo Florio e “che potrebbe essere l’originale di Molto rumore per nulla di Shakespeare, apparsa cinquant’anni dopo” (il che significherebbe che Florio, “nato probabilmente nel 1564″, l’avrebbe scritta prima di nascere dato che Molto rumore per nulla è apparsa nel 1600 – altro anacronismo di questa introduzione è l’attribuzione a Florio di una “origine quacchera”: i quaccheri sono comparsi negli anni ’40 del ’600). Nel sottotitolo il testo viene presentato come “archetipo siciliano della più nota commedia Molto rumore per nulla di William Shakespeare”. More

Davide Morosinotto, alias Jeremy Belpois e David Carlyle

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Code Lyoko e Skyland sono due serie animate per ragazzi che la casa editrice Piemme ha deciso di trasformare in libri. Come autore dei libri di Code Lyoko figura Jeremy Belpois, ovvero il protagonista delle storie, un ragazzino con un grande talento informatico. I libri di Skyland (finora sono usciti due volumi: Isole nel vento e La nave delle tempeste) sono attribuiti a un tale David Carlyle, che ha, guarda caso, lo stesso cognome di un personaggio, la dottoressa Lily Carlyle.

Nei libri di entrambe le serie, la pagina a fianco del frontespizio presenta come “supervisore del testo” Davide Morosinotto. E’ facile, dunque, immaginare che sia lui l’autore che si cela dietro i nomi dei personaggi immaginari Belpois e Carlyle. Per togliere ogni dubbio, in un’intervista per “Il topo di biblioteca”, il foglio informativo mensile delle nostre biblioteche (pubblicata sui numeri di marzo e di aprile 2010), glielo abbiamo chiesto e Davide ha simpaticamente “confessato” la sua identità “segreta”: More

George Orwell

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Pensa che lo Stato o qualche altra istituzione dovrebbero fare di più per gli scrittori?

“La sola cosa utile che può fare lo Stato è indirizzare più soldi all’acquisto di libri per le biblioteche pubbliche”

George Orwell

Risposta di George Orwell per l’inchiesta The Cost of Letters, in “Horizon”, settembre 1946, ripubblicata in The Collected Essays, Journalism and Letters of George Orwell, a cura di Sonia Orwell e Ian Angus, vol. IV, Harmondsworth : Penguin, 1986, p.237.

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